Difetto come indizio del desiderio neon > campobase sabato 29 gennaio 2011 ore 18.00_24.00

Pubblicato: 26 gennaio 2011 in Arte e mostre

Pelle, rivestimento, pura secrezione, umore: la pratica pittorica come azione cosmetica mirante a raggiungere attraverso l’atto di creazione il suo impianto compositivo, un nuovo segno, una diversa impronta nella realtà. Incidere dentro la carne della pittura, dove masse di colore grondante si gonfiano e si comprimono a seconda del gesto, risolvendo il discorso in strati materici per una visione differente della realtà come fosse un ipertesto. La tela dipinta rappresenta un complesso ambito di negoziazione tra l’immediatezza della realtà fisica e la sua potenziale trasformazione. È un territorio dove si verifica continuamente una tensione spasmodica di per sé utopica che attualizza contestualmente lo iato fra realtà e rappresentazione. È uno spazio costruito che consente al realismo di incontrarsi con la costruzione performativa dell’identità e alla sua corporalità. Il suo essere legata ad una sensorialità quasi organica, fa sì che essa si dissoci completamente da qualsiasi altro sistema di produzione creativa che connota il linguaggio dell’arte. In qualità di forma primaria di trascrizione della realtà attraverso le immagini, la pittura offre un mondo parallelo che può essere reclamato come luogo di vita.

Al di là degli stilemi espressivi che contraddistinguono le opere in mostra, gli artisti invitati dimostrano come la pittura sia sempre attuale e foriera attiva di una ricerca intesa in senso dinamico. tale contesto la tradizione e la stessa pratica operativa costituiscono una forza propulsiva di innovazione critica, ponendosi quale atto di resistenza. Per l’occasione, e quale ultimo tributo ad un decennio che ha posto in evidenza la connettività e la relazione stretta fra informazione e messaggio iconografico, si è pensato di concepire lo spazio di neon>campobase quale una postmoderna quadreria, dove il diverso montaggio di disegni, carte e tele in apparente dicotomia, non crea una metafora spenta sull’attuale condizione del pittore ma un atlante di immagini e suggestioni sensoriali, funzionali alla costituzione nuova di significato.  

neon>campobase

via francesco zanardi 2/5

40131 bologna

+39 051 5877068

 SCHEDA evento:

 Titolo: DIFETTO COME INDIZIO DEL DESIDERIO 

 Durata: 29 gennaio – 5 febbraio 2011 

 Luogo: neon>campobase, Bologna

Curatore: Andrea Bruciati

Artisti (lista non definitiva):

Riccardo Baruzzi, Matteo Bergamasco, Luca Bertolo, Lorenza Boisi, Marco Bongiorni, Thomas Braida, Sergio Breviario, Pierpaolo Campanini, Jacopo Casadei, Francesco De Grandi, Tomaso De Luca, Filip Adrian Dziegielewski, Adelita Husni Bey, Andrea Kvas, Renato Leotta, Ivan Malerba, Marco Neri, Valerio Nicolai, Dario Pecoraro, Gabriele Picco, Luigi Presicce, Alessandro Roma, Manuel Scano, Giulia Serafini, Michele Tocca, Andrew Smaldone, Ian Tweedy

In collaborazione con:MOROSO spa

Obiettivo:

Al di là degli stilemi espressivi che contraddistinguono le opere in mostra, gli artisti invitati dimostrano come la pittura sia sempre attuale e foriera attiva di una ricerca intesa in senso dinamico. tale contesto la tradizione e la stessa pratica operativa costituiscono una forza propulsiva di innovazione critica, ponendosi quale atto di resistenza. Per l’occasione, e quale ultimo tributo ad un decennio che ha posto in evidenza la connettività e la relazione stretta fra informazione e messaggio iconografico, si è pensato di concepire lo spazio di neon>campobase quale una postmoderna quadreria, dove il diverso montaggio di disegni, carte e dipinti in apparente dicotomia, dialogano un atlante di immagini e suggestioni sensoriali, da salvaguardare. 

Modalità:

La mostra si svolgerà in collaborazione con l’azienda MOROSO e si sviluppa sull’intero spazio espositivo secondo un preciso progetto allestitivo che pone in evidenza la connettività e la relazione stretta fra informazione e messaggio iconografico, concependo lo spazio di neon>campobase quale una postmoderna quadreria, dove il diverso montaggio di disegni, carte e tele in apparente dicotomia, non crea una metafora spenta sull’attuale condizione del pittore ma un atlante di immagini e suggestioni sensoriali, funzionali alla costituzione nuova di senso. 

Referente organizzativa: Anna Santomauro

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