Tenuta Calamoni: il vigneto “gioiello” di Firriato 1000 nuove piante a piede franco a Favignana.

favTrapani, marzo  2014. E’ stato  appena completato, dagli uomini dello staff Firriato, l’impianto di 1000 nuove  piante a piede franco nel vigneto della Tenuta di Calamoni sul versante centro  sud dell’isola di Favignana nelle Egadi. Grillo, Perricone, Nero d’Avola,  Zibibbo e Catarratto, questi i vitigni, tutti rigorosamente autoctoni,  utilizzati per valorizzare ancor di più l’habitat marino e la capacità di queste  piante a resistere in un ambiente normalmente ostile.

ultima foglia, senza cioè il consueto porta innesto, consente di valorizzare  la sperimentazione e la ricerca che si fa quotidianamente in questo particolare  habitat. La vicinanza del mare, i terreni sabbiosi e la salinità che  caratterizza questo microclima, concorrono a definire un contesto produttivo su  cui è più difficile che attecchisca la fillossera. La composizione sabbiosa del  terreno di Calamoni a Favignana, rende infatti più difficile che il parassita,  responsabile della malattia, attecchisca e distrugga le piante. In questo  particolare areale le viti a piede franco, riescono ad esprimere una forza  vitale capace di adattarsi a queste condizioni così particolari e a garantire al  viticoltore una produzione equilibrata naturalmente.

  Un vigneto “gioiello”, quello di  Calamoni, dove per la prima volta si sta sperimentando una “viticoltura del  mare” con viti a piede franco, una nuova e importante pagina della storia  dell’isola di Favignana che porta, ancora una volta, la firma di  Firriato.

“Siamo di fronte a una vera e  propria viticoltura eroica del mare – afferma Federico Lombardo di Monte Jato, responsabile  marketing di Firriato – praticata in un contesto produttivo sorprendente per la  natura del suo paesaggio e caratterizzata da condizioni pedoclimatiche estreme.  Dopo il suo sbarco a Favignana, Firriato ha realizzato nella Tenuta di Calamoni  un piccolo campo sperimentale, mettendo a dimora una serie di esemplari a piede  franco di vitigni autoctoni. La sperimentazione ha dato ottimi risultati, tanto  da diventare la definitiva scelta agronomica adottata sull’isola. Una scelta  motivata proprio dalle condizione estreme di questo contesto produttivo: l’alta  sabbiosità dei terreni e la matrice salina preminente che caratterizza questo  areale, continuamente rinnovata in superficie dalla duplice azione del mare e  del vento. Queste circostanze sono condizioni ottimali per la coltivazione a  piede franco della vite. Disporre di piante che non hanno porta innesto e che  dall’apparato radicale sino alla parte apicale, appartengono allo stesso  organismo, può solo aggiungere altra unicità a vini così particolari e  identitari”.

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